Perché i broker hanno sede a Cipro?

Cipro, il purgatorio fiscale dei broker

I trader che si apprestano a scegliere il broker con cui investire, si trovano di fronte alla necessità di analizzarne la struttura, l’offerta, le credenziali. A pochi sfugge un particolare: la maggior parte è insediata a Cipro, un paese che certo non brilla per la sua situazione economica. Un paese che però, a quanto pare, attrae gli intermediari. La domanda sorge dunque spontanea: perché i broker hanno sede a Cipro?

La questione è molto semplice: non c’è nulla di oscuro o di ambiguo in questa preferenza. E’ una scelta di convenienza, che non contraddice un approccio votato all’onestà e alla volontà di porsi al fianco dei clienti. Anzi, semmai l’insediamento a Cipro è una delle condizioni necessarie a soddisfare le tante esigenze dell’utenza. La verità è semplice: alla domanda perché i broker hanno sede a Cipro? si risponde “perché conviene”.

Perché i broker hanno sede a Cipro: i vantaggi di questa soluzione

Il protagonista di questa analisi è, come facilmente intuibile, il fisco. Il contesto globale è caratterizzato da un generale inasprimento fiscale che, con i dovuti distinguo, coinvolge anche il vasto mondo della finanza. Per quelle società che sono abituate a gestire volumi enormi, il carico fiscale rischia di diventare quasi insostenibile.

Da questo punto di vista, Cipro offre molte garanzie: le tasse sono molto basse, è possibile operare senza rischiare di “devolvere” la maggior parte dei ricavi alle casse dello Stato. D’altronde, se Facebook ha scelto l’Irlanda, perché mai i broker non dovrebbero scegliere Cipro?

Un altro motivo per cui gli intermediari, soprattutto europei, preferiscono la placida isoletta nel cuore del Mediterraneo riguarda la burocrazia. Un assetto normativo ipertrofico, contorto e spesso anche contraddittorio, rischia di compromettere il business almeno quanto un regime fiscale troppo aspro.

Cipro ha una normativa molto semplice, improntata su un’applicazione concreta dei dettami liberisti, da sempre favorevoli alla deregolamentazione. Un approccio che nel resto dell’Europa, e in minima parte anche negli Stati Uniti, è piuttosto raro.

Broker a Cipro: la questione del know-how

Vi è infine un altro aspetto da considerare. Cipro, forse un po’ a sorpresa, è stato il primo paese a riservare parecchio spazio alle forme inedite di trading. Un esempio è dato dalle opzioni binarie. La Cysec, l’ente di regolamentazione cipriota, si è battuto per far entrare il trading binario nell’alveo degli strumenti finanziari. E, a giudicare dalla direttiva Mfid, c’è riuscita.

Il corollario è intuitivo: se Cipro, anche dal punto legislativo, tratta da sempre le opzioni binarie, vuol dire che da quel punto di vista sono state sviluppate competenze tali da agevolare il business dei broker, che così si trovano a lavorare in un contesto attrezzato e accogliente.

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