Come inserire uno stop loss

Come inserire uno stop loss: cos’è e a cosa serve

Lo stop loss è probabilmente il miglior amico del trader. Uno strumento imprescindibile ma strano: non serve esattamente a guadagnare ma a perdere poco. E’ proprio questo il senso: lo stop loss interviene per limitare le perdite. Il suo utilizzo procede quindi da una presa di coscienza che non è facile compiere. Il trader che lo utilizza sa che potrà perdere denaro e cerca di ridurre il danno.

Per stop loss infatti si intende quel prezzo raggiunto il quale la posizione si chiude in automatico. E’ ovvio che il valore deve essere inferiore a quello di apertura. Il rischio di non utilizzarlo è palese: perdere molto più denaro di quanto ci si possa permettere. Alla fine, è tutta una questione di money management. Questo vuol dire che è necessario conoscere in anticipo, o piuttosto stabilire, la cifra che possiamo permetterci di perdere, e poi impostare il valore proprio su questa base.

Tutti i trader (a parte gli inesperti e gli sprovveduti) utilizzano lo stop loss. La sconfitta, nel trading come nella vita, fa parte del gioco. Bisogna semplicemente ammetterlo. Il trader esperto, infatti, non è colui che porta sempre a casa il risultato, ma quello che riesce, in un dato periodo di tempo, a produrre un bilancio positivo. Questo comporta sia entrate, ma anche uscite. E il segreto sta proprio nel limitarle.

Lo stop loss si contrappone, a un livello puramente concettuale, al take profit. Anche questo è il valore il quale, una volta superato, provoca la chiusura della posizione. E’ però un valore superiore al prezzo di partenza. Serve, infatti, a terminare il trade in attivo prima che, secondo le debite previsioni del trader, il trend si inverta e mandi in fumo il profitto fino a quel momento generato.

Come inserire uno stop loss: i passaggi da seguire

Se lo stop loss alla fine è uno strumento per il money management, occorre stabilire quanto possiamo permetterci di perdere con una singola operazione. La scelta è lasciata all’investitore, ma per convenzione si pone il 2% come misura standard (sul capitale investito ovviamente).

Dunque, ecco il ragionamento da fare:

Compriamo 100.000 unità di valuta in euro. Questo vuol dire che la massima perdita non dovrà superare i 2.000 euro (2%), che equivalgono a 20 pip. Il calcolo a questo punto è facile: lo stop loss deve essere inserito a un prezzo inferiore di 20 pip rispetto a quello iniziale. Se per esempio il cambio è a 1.0534, lo stop loss sarà 1.0514.

Alcune precisazioni. Lo stop loss, ovviamente, può essere inserito sia in long che in short, ossia quando si acquista una valuta. Inoltre, il suo calcolo può prescindere dal money management e puntare all’analisi tecnica pura, per esempio utilizzando il livello di supporto.

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