Trading come business: investire e fare soldi?

Trading: ecco perché è un business

Con il trading è possibile guadagnare. Ovviamente, la strada non è affatto spianata, a dispetto di quello che alcune pubblicità lasciano intendere. Occorre preparazione ed esperienza. I risultati non arrivano subito, ma questo depone a favore della tesi secondo cui, checché ne dicano i detrattori, il trading è un’attività credibile. Parlare di trading come business a un aspirante trader vuol dire innanzitutto illustrare i rudimenti, e avvicinarlo a questo mondo così complesso, ricco di pericoli ma anche di potenziali soddisfazioni.

Trading online: i fondamenti

I meccanismi alla base del profitto sono due. Il primo è basato sul concetto di surplus: si acquista un asset (azioni, valute, materie prime etc.) e lo si vende a un prezzo maggiorato. Il secondo è un po’ più complesso, e si basa sul verificarsi di alcuni eventi. In breve si produce profitto se si ‘avvera’ una predizione sulla quale abbiamo investito. E’ il sistema tipico delle opzioni binarie.

Gli attori in gioco. Non ci sono solo il trader e il mercato. A fare da collante tra i due universi è il broker, ossia un intermediario che assolve principalmente a tre funzioni: 1) offre il software per tradare 2) garantisce l’esecuzione dell’ordine 3) offre assistenza.

Gli strumenti. Oltre alla piattaforma, altri elementi forniscono un supporto al trader. In primis, gli strumenti dell’analisi tecnica. Dal momento che il trader non è un giocatore d’azzardo, quando si investe occorre farlo con raziocinio. E per questo il trader si avvale di alcuni elaborazione di dati (chiamati indicatori) che si basano su modelli comportamentali degli asset.

Lo studio degli indicatori rappresenta il passo preliminare alla comprensione del mercato – soprattutto delle sue prospettive – e alla redazione di una strategia. Il presupposto è che gli asset tendono a reiterare vari comportamenti nel tempo.

Il fattore formazione. Trader non si nasce ma si diventa, soprattutto se si intende il trading come business e non come svago. Per diventare trader occorre studiare. Le fonti di apprendimento sono le più svariate: libri, siti, blog, webinar, il confronto con altri investitori eccetera. Dalla teoria è poi possibile passare alla pratica, senza necessariamente rimetterci il capitale. Gli account demo, che permettono di tradare nel mercato vero ma con soldi finti, esistono proprio per questa ragione.

Il fattore psicologico. Spendere è già di per sé una piccola fonte di stress, figuriamoci investire per ‘professione’. La consapevolezza di poter perdere il capitale da un momento all’altro, e di dover decidere in tempi rapidi, può causare sconvolgimenti emotivi. Per questo è necessaria la strategia: permette di ridurre il numero delle decisioni da prendere durante l’attività di trading online (quando il rischio di perdere la lucidità è alto).

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