Tutta la verità sui broker binari: i miti da sfatare

Broker binari: una cattiva fama

Le opzioni binarie non godono, tra i non addetti ai lavori, di una buona fama. La colpa è della nomea che la categorie dei broker si sono conquistati nel corso del tempo. La realtà è per fortuna meno tragica di quanto si possa pensare, dunque è necessario – al fine di un analisi realistica del mondo dei broker – sfatare alcuni miti. Ecco tutta la verità sui broker binari.

Tutta la verità sui broker binari: i falsi miti

Non sono tutti disonesti. L’odore di truffa è l’accusa che viene rivolta più spesso ai broker. Il problema è che a causa di alcune mele marce ne va di mezzo l’intera categoria. La questione più importante ruota attorno al concetto di riconoscibilità: evitare le società pericolose è possibile perché sono molto riconoscibili. E in ogni caso vi sono gli enti regolatori, che erogano le licenze, a dare una grossa mano durante la fase di scelta del broker.

Non sono tutti ambigui. Il concetto di opacità è legato al mondo dei broker. Un’altra accusa riguarda la presenza di poche informazioni, di regolamenti fumosi e quindi del pericolo di lasciarsi sfuggire qualche clausola che potrà in futuro risultare determinante. Il discorso è lo stesso: i broker sono tenuti a informare, se non lo fanno vuol dire che meritano la considerazione degli utenti.

Propongono il vero trading. Gli addetti ai lavori e i sostenitori di altre tipologie di trading, non considerano le opzioni binarie come un investimenti. Il motivo va rintracciato in una presunta semplicità del meccanismo. I broker, in estrema sintesi, non proporrebbero veri investimenti ma solo un’attività simile al gioco d’azzardo.

Questo è un altro mito da sfatare, per chi vuole scoprire tutta la verità sui broker binari: è vero che le modalità di investimento sono più asciutte, ma è altrettanto vero che per tradare con raziocinio occorre mettere in campo lo stesso lavoro di analisi tipico dl forex, dell’azionario e così via.

Broker binari: l’identikit di quello perfetto

Il buon broker possiede poche caratteristiche distintive ma in grado di fare la differenza. In primo luogo, è trasparente: già nel suo sito appaiono informazioni accurate non solo sull’offerta ma anche sulla società, tra cui la sede fisica e quella legale, il numero di licenza e l’ente erogatore etc.

Inoltre, un broker di qualità deve offrire un assistenza adeguata, mettendo a disposizione del cliente un account che possa risolvere i suoi dubbi e risolvere i problemi – tecnici e non – che spesso occorrono durante il trading.

Deve essere anche formativo: una fetta sempre più grossa della clientela fa parte della categoria “gente comune”, dunque è bene proporre contenuti formativi.

Soprattutto, è veloce. Per chi vuole fare scalping la velocità è una risorsa inestimabile ma è importante anche per gli altri stili di trading.

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