Cosa studiare per diventare trader: guida alla formazione

Cosa bisogna studiare per diventare trader: un approccio necessario

Cosa studiare per diventare trader? Non ci si può improvvisare trader. Alcuni principianti, magari traditi da un approccio alla pubblicità borderline e troppo ottimista, si cimentano senza un’adeguata preparazione. Il risultato è scontato: la perdita del capitale. Se è assodata la necessità della formazione, maggiori dubbi persistono su cosa studiare per diventare trader. La risposta a questi interrogativi è molteplice, anche perché non esiste un metodo valido per tutti.

Le scuole di trading, intese come enti formativi ufficiali, non esistono. Per questo motivo, l’approccio è necessariamente da autodidatta. Ciò non vuol dire, però, che il trader sia totalmente abbandonato a sé stesso. I margini di manovra più ampi, e in grado di causare un certo disorientamento, infatti, riguardano la scelta degli strumenti formativi, non dei contenuti.

Il consiglio principale, tuttavia, è provare tutti i canali. Ognuna presenta una sua specificità in grado di apportare un contributo sostanzioso al percorso formativo. Detto ciò, è bene procedere con una rassegna degli strumenti formativi più utilizzati da chi vuole intraprendere una carriera nel trading.

Studiare per diventare trader: l’eterna lotta tra cartaceo e digitale

  • Libri. C’è chi ha dichiarato la loro morte in concomitanza con la diffusione degli ebook, ma niente da fare: resistono ancora. E la letteratura sul trading abbonda. I testi che possono offrire un contributo alla formazione sono numerosi. Il consiglio è privilegiare quelli che parlano in generale di trading, piuttosto che di strategie. Una prima risposta alla domanda cosa studiare per diventare trader? è quindi… un buon libro (meglio se più di uno).
  • Webinar e video corsi. I broker sono consapevoli della necessità dei clienti di formarsi. Per questo motivo offrono, in alcuni casi gratuitamente, dei contenuti formativi. L’ideale è rivolgersi a coloro che utilizzano un approccio modulare, dunque adatto sia ai principianti sia a coloro che hanno acquisito un minimo di esperienza.
  • Social media. I blog rappresentano uno strumento valido per via dell’approccio a volte personale con la quale sono condotti. In questo modo l’aspirante trader non recepisce solo delle nozioni, ma anche l’esperienza altrui, le impressioni, i metodi e così via.
  • Forum. Un po’ come i blog, i forum fanno entrare in contatto i principianti con gli esperti. Rappresentano lo strumento ideale per la seconda fase della formazione, ossia dopo che si sono apprese le nozioni principali. È bene preferire i forum ben strutturati, in modo che il principiante possa scegliere con cognizione di causa i thread che fanno al caso suo.
  • Demo. Rappresenta il passaggio finale per rispondere alla questione cosa studiare per diventare trader?. Una volta che dal punto di vista teorico il novizio ha acquistato sicurezza, è bene fare pratica. Gli account demo consentono di farla, senza per questo esporre l’investitore alla perdita dell’investimento. L’unico problema è rappresentato dall’assenza dell’elemento emotivo: se il pericolo è pari a zero, allora non c’è neanche lo stress.

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